
STUDI SETTORE: AUMENTI TRA IL 67% E IL 78% OGNI 516,46 EURO DI ADEGUAMENTO
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E’ da anni uno dei bocconi più amari da mandare giù per lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori. E il brutto è che l’incubo nel tempo peggiora. Non esistono attenuanti per gli studi di settore secondo una recente indagine dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre. Nel 2005, prendendo il caso di un’azienda non congrua, ad ogni 516,46 € richiesti di adeguamento, la stessa dovrà pagare, in relazione a questa cifra, un costo oscillante tra il + 76 e il + 78% , a seconda del livello di reddito.
Questa una primissima istantanea scattata dagli esperti dell’associazione artigiani mestrina che con i numeri, ancora una volta, testimonia lo sconfortante scenario per i contribuenti.
Per un contribuente con un reddito annuo compreso tra i 20 mila e 30 mila euro, l’adeguamento nel 2005 tocca il 68 per cento in più dei 516,46 €. In termini assoluti è pari a 349 euro. E non va meglio neppure per la fascia di reddito pari 40 mila euro. Quest’anno si pagherà 379 euro pari al 73% per cento dell’adeguamento richiesto. Per chi ha un reddito tra i 60 mila e gli 80 mila euro l’aumento è del 78% pari a 403 € ogni 516,46 euro di adeguamento richiesti
Infine, per l’ultima fascia parti a 100.000 €, l’aumento sarÃ â€śsolo” di 347 € pari al 67% dell’adeguamento.
“In una situazione di crisi economica come quella che stiamo vivendo in questi ultimi 4 anni – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario CGIA - gli aumenti previsti da questi studi di settore rischiano di essere una vera tagliola per le imprese. Vanno ridiscussi, rivisti e se il caso anche bloccati. L’inasprimento degli studi non può costituire una forma di aumento della tassazione in maniera indiretta”.
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